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La rete elettrica

Il funzionamento del sistema energetico italiano è garantito da una rete che trasporta l'elettricità fino al consumatore. 
Com'è fatta e chi gestisce la Rete di Trasmissione Nazionale.

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Il funzionamento del sistema energetico italiano è garantito da un maglia di reti di trasmissione che trasportano l'energia elettrica dagli impianti di generazione e dalle linee d'interconnessione con l'estero ai punti di consumo. Questa rete rappresenta quindi il sistema nevralgico attraverso cui vengono soddisfatte le richieste energetiche italiane.

La Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) trasporta l'energia prodotta o importata fino alla rete locale di Distribuzione, cui è allacciato ogni singolo consumatore finale.
Ha un'estensione complessiva di 43.180 km, in Altissima (22.848 km) o Alta tensione (20.332 km).

La Rete di Trasmissione fa parte del più ampio Sistema di Trasmissione Elettrica, che  comprende anche le 16 linee di interconnessione (cioè di collegamento) con l'estero che permettono lo scambio di elettricità con i paesi stranieri, e le 267 stazioni di trasformazione e di smistamento.

La Rete di Trasmissione non è un sistema isolato, ma è connesso con quello dei paesi confinanti, attraverso le linee dette appunto di "interconnessione". Anche queste sono linee n Alta o Altissima tensione, che permettono il passaggio di elettricità da uno stato estero verso l'Italia.
Oggi la Rete di Trasmissione Nazionale è interconnessa con cinque paesi esteri attraverso 16 linee: 8 ci collegano alla Svizzera, 4 alla Francia, 2 alla Slovenia, 1 all'Austria e 1 alla Grecia.
Il collegamento fra Italia e Grecia è costituito da un cavo in corrente continua progettato per l'import di 500 MW ed entrato in funzione nel luglio 2002.

L'organismo deputato a garantire l'efficienza e della Rete di Trasmissione è il GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale).
Il GRTN coordina le attività di trasmissione e dispacciamento di energia elettrica sulla RTN, per assicurare il controllo e la gestione ottimale dei flussi di energia.

In particolare, il GRTN deve garantire la costante copertura del fabbisogno energetico nazionale e la sicurezza degli approvvigionamenti. Per questo esegue accurate stime della domanda in energia (kWh) e in potenza (kW), gestisce la Rete in modo da favorirne l'efficienza, verifica che la copertura della domanda in ogni istante avvenga con adeguata riserva operativa.

Annualmente il GRTN vara un programma triennale per lo sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale. Oltre a pianificare lo sviluppo della Rete di Trasmissione, analizza l'andamento del fabbisogno energetico, stima la domanda di energia elettrica da soddisfare, valuta il potenziamento della rete e le richieste di connessione di nuovi impianti di generazione.

L'11 maggio 2004 è stato approvato un decreto della Presidenza del Consiglio che dà il via all'unificazione di gestione e proprietà della Rete di Trasmissione (proprietà costituita da Enel per effetto del Decreto Bersani), unificazione fissata entro ottobre 2005.

Il prezzo dell'elettricità

Il prezzo dell'elettricità non è un valore unitario (un importo fisso per ogni kWh), moltiplicato per i consumi (i kWh utilizzati in un mese).
È il risultato di diversi fattori ed è influenzato da numerose variabili.
Solo alcuni di questi elementi discendono direttamente da quanta energia consumiamo. Altre variabili dipendono dal fornitore scelto, altre ancora da disposizioni dell'Autorità per l'energia Elettrica e il Gas, oppure da fattori macro-economici: primo fra tutti il costo del petrolio. Maggiorazioni tariffarie, Generazione, Trasporto sono alcune delle componenti che influenzano la nostra spesa elettrica a fine mese.

Il mercato elettrico

Analisi tematiche per capire il mercato elettrico.

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La liberalizzazione del mercato elettrico italiano

Il cosiddetto "Decreto Bersani" (Decreto Legislativo n. 79 del 16 marzo 1999) segna l'avvio della liberalizzazione del mercato elettrico italiano.
Recependo la Direttiva comunitaria 96/92/CE, ha come obiettivo la creazione di un sistema di libera concorrenza, regolamentato però da norme di tutela del consumatore finale, in coerenza con il principio di pubblica utilità dell'energia elettrica.

Queste le principali novità del Decreto Bersani rispetto ai diversi ambiti della filiera elettrica:

Produzione

  • facoltà per ogni nuovo operatore del settore di produrre, importare, acquistare e vendere energia elettrica
  • a partire dal 2003, divieto per qualsiasi società di controllo di una quota superiore al 50% della generazione e dell'importazione di energia elettrica in Italia 
  • conseguente vendita di parte degli impianti di produzione del monopolista Enel (per una potenza complessiva di 15.000 MW), tramite "pacchetti" di vendita appositamente costituiti, le cosiddette GenCo (Generation Company)

Trasmissione e Distribuzione

  • separazione fra proprietà e gestione della Rete di Trasmissione (la proprietà e responsabilità della manutenzione della rete è affidata a Terna, società del Gruppo Enel appositamente istituita; la responsabilità della gestione e del dispacciamento viene affidata al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale, GRTN
  • accesso e utilizzo della Rete di Trasmissione Nazionale garantiti agli operatori che ne facciano richiesta (previa verifica della compatibilità con la sicurezza della rete stessa)

Vendita

  • introduzione della nuova figura del grossista: intermediario che acquista energia elettrica e la rivende ai consumatori finali in un sistema di libero mercato
  • suddivisione dei clienti finali in clienti idonei (in possesso dei requisiti necessari per acquistare elettricità sul libero mercato) e clienti vincolati (privi dei requisiti richiesti per accedere al libero mercato)
  • istituzione della Borsa dell'energia 
istituzione della figura dell'Acquirente Unico (AU) : società di proprietà del Ministero del Tesoro, con la funzione di fornire energia elettrica alle società di distribuzione per la copertura della domanda del mercato vincolato.

Il riordino del settore energetico

La Legge Marzano (n. 239/2004) risponde all'esigenza di riordino del sistema energetico italiano e di affinamento di alcuni principi del Decreto Bersani prima disattesi.

I contenuti della Legge

  • Rafforzamento della direzione Energia del MAP (Ministero delle Attività Produttive), con la possibilità di nominare esperti e di procedere ad assunzioni nel prossimo triennio
  • Realizzazione di un piano di educazione e informazione sull'energia
  • Riordino entro due anni della normativa sull'energia (norma poi stralciata)
  • Riordino del rapporto Stato-Regioni e dei poteri dell'AEEG
  • Introduzione e rafforzamento delle norme in materia di autorizzazione unica per la realizzazione e l'esercizio degli elettrodotti sulla Rete di Trasmissione e delle interconnessioni con l'estero (norma cosiddetta "Sblocca reti"), principi già compresi nella legge n. 290/03 ("Salva black-out"), ma con una valenza ritenuta troppo amministrativa
  • Delega per il trattamento e la gestione dei rifiuti radioattivi alla luce di quanto disposto da una precedente legge (n. 368/03), con rafforzamento tra l'altro di alcuni compiti della Sogin (Società gestione impianti nucleari, incaricata della dismissione degli ex impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti)
  • Possibilità che l'Acquirente Unico prosegua la propria attività anche dopo il 1° luglio 2007 (ovvero), qualora le condizioni di mercato lo richiedano.
  • Compensazioni ambientali agli enti locali per la realizzazione di impianti elettrici, con procedura ad hoc in caso di interessamento di parchi naturali. 
    [Da sottolineare che buona parte delle norme in materia di fonti rinnovabili e produzione di elettricità da queste fonti è stata a suo tempo fatta propria dal decreto legislativo n. 387/03].

Il Decreto Sblocca-centrali

Approvato il 1° febbraio 2002, il cosiddetto "Decreto Sblocca-centrali" (Decreto MAP 55/01/2002) anticipa parte delle norme poi contenute nella Legge Marzano.
Scopo del Decreto è la semplificazione dell'iter autorizzativo per la costruzione di centrali i cui progetti siano già stati approvati dal Ministero dell'Ambiente.
Le centrali di potenza superiore a 300 MW sono infatti dichiarate opere di utilità pubblica e soggette ad un'unica approvazione del Ministero delle Attività Produttive, anziché ad approvazioni diverse da parte dei singoli comuni interessati.
I comuni devono essere comunque consultati durante l'iter, ridotto a 180 giorni, dopo di che l'autorizzazione del MAP è sufficiente per procedere alla costruzione della centrale.

Com'è organizzato il mercato libero dell'energia elettrica

Il percorso che porta dalla produzione di energia elettrica al suo ingresso nelle case, negli uffici o nelle fabbriche si articola in:

  • Generazione, ovvero produzione di energia elettrica, in centrali elettriche tradizionali o in impianti a fonti alternative, con l'immissione dell'energia prodotta sulla Rete di Trasmissione (la generazione può avvenire anche fuori dalla nazione destinata a utilizzarla: in questo caso, la Rete di Trasmissione Nazionale trasporta l'elettricità fino al confine del paese utilizzatore).
  • Trasmissione, cioè il trasporto sulla Rete di Trasmissione Nazionale dell'energia elettrica dalle centrali di produzione, o dal punto di ingresso al confine con un paese estero, fino alla Rete di distribuzione cui sono collegati i consumatori finali.
  • Distribuzione, rappresenta l'estensione capillare sul territorio della trasmissione, con reti locali che trasportano l'energia elettrica a tutti i clienti finali.

Il passaggio dalla generazione alla distribuzione è regolato da un'attività specifica del sistema elettrico:

  • Dispacciamento, l'attività di regolazione del sistema elettrico e di gestione della rete in modo da garantire l'adeguata fornitura a tutti i clienti finali e in modo da ridurre al minimo le dispersioni.

Il dispacciamento è un'attività resa necessaria dalle particolari caratteristiche dell'energia elettrica e dalle sue modalità di consumo e distribuzione. L'elettricità, infatti:

  • è un bene immagazzinabile solo in minima parte
  • presenta una domanda variabile nel tempo (ad esempio in funzione della stagione e della fascia oraria)
  • è soggetta a vincoli fisici ben precisi
Il dispacciamento quindi, basandosi sulle analisi storiche e sulle previsioni di consumo di energia elettrica, coordina la produzione e il trasporto dell'elettricità. La sua funzione è garantire che l'energia prodotta venga consegnata "istantaneamente" agli utilizzatori finali.

Chi e da quando può acquistare energia sul mercato libero

Per regolare in modo graduale l'accesso al libero mercato, cioè la possibilità di comprare elettricità da un fornitore diverso dal monopolista, il Decreto Bersani ha introdotto il concetto di idoneità.

L'idoneità non è un concetto assoluto, ma una qualifica estesa nel tempo a fasce sempre più consistenti di consumatori, correlata ai consumi e alla relativa spesa annua.

  • Subito dopo l'emanazione del Decreto Bersani (1999) erano considerati idonei solo i grandi clienti industriali, con consumi superiori a 9 milioni di kWh all'anno (pari a una spesa annua superiore a 1 milione di Euro), oppure le aziende consorziate dai consumi singoli annui di almeno 1 milione di kWh, per 9 milioni di kWh annui complessivi.
  • Dal 1° maggio del 2003 sono idonee tutte le aziende che consumano almeno 100.000 kWh all'anno (corrispondenti a una spesa di circa 13.000 Euro) la piccola e media impresa italiana, anzitutto, ma anche anche società del terziario come supermercati e ristoranti, oppure condomini, aziende ospedaliere, amministrazioni pubbliche.
  • Dal 1° luglio 2004 sono clienti idonei tutti i titolari di una partita IVA, indipendentemente dai consumi annui: professionisti, artigiani, negozianti e piccole imprese possono scegliere il proprio fornitore di energia elettrica.

Gli organismi di governo del mercato libero dell'energia elettrica

I maggiori organismi di regolazione del mercato libero dell'elettricità sono:

  • AEEG - Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas
  • GRTN - Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale
  • GME - Gestore del Mercato Elettrico 
  • AU - Acquirente Unico

AEEG

L'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG), che ha sede a Milano, nasce da una specifica legge del 1995 e viene costituita nel 1997.
Obiettivo dell'AEEG è assicurare la trasparenza e il corretto funzionamento del mercato energetico (non solo elettrico, ma anche del gas naturale).
In concreto, l'AEEG stabilisce le tariffe di riferimento per il settore energetico, gli standard di qualità dei servizi e i criteri per il rispetto delle regole di mercato da parte degli operatori del settore.

GRTN

Il Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN) è una società per azioni che nasce con il Decreto Bersani (16/03/1999) e ha il compito di gestire tutte le infrastrutture presenti sul territorio nazionale destinate alla trasmissione di energia elettrica.
Spettano al GRTN anche la regolamentazione del Dispacciamento, la sicurezza, l'efficienza e la continuità del servizio elettrico.
Compito del GRTN è poi garantire che operatori e utenti possano accedere alla Rete di Trasmissione in condizioni di equità e trasparenza.

GME

Il Gestore del Mercato (GME) è una società per azioni controllata al 100% dal GRTN.
Ha il compito di gestire operativamente il mercato dell'elettricità per creare le migliori condizioni affinché gli attori del settore possano operare in regime di neutralità, trasparenza e libera concorrenza.
Il GME garantisce anche la disponibilità dell'energia elettrica sul mercato e fa in modo che la domanda e l'offerta di elettricità si incontrino (per questo proprio al GME è stata affidata la gestione dell'IPEX o Borsa elettrica).
Il GME ha anche il compito di gestire i mercati non elettrici, ovvero dei Certificati Verdi e dei Titoli di Efficienza Energetica.

AU

L'Acquirente Unico (AU), come il GME, è una società controllata al 100% dal GRTN.
È stata costituita per tutelare i clienti finali "vincolati" che oggi non possono comprare liberamente energia elettrica sul mercato. L'AU compra quindi energia elettrica dai produttori e la rivende ai distributori di energia che la forniscono ai clienti vincolati o ai clienti liberi.
Dal punto di vista economico, l'Acquirente Unico ha il compito di rendere quanto più stabili e livellati possibile i prezzi del chilowattora e assicurare una tariffa unica nazionale per clienti vincolati (ovvero non ancora idonei).

Da dove proviene parte dell'energia che consumiamo in Italia

Una parte consistente dell'elettricità consumata in Italia proviene da paesi esteri.
La produzione nazionale non risulta infatti sufficiente a soddisfare la domanda di energia, in costante aumento sia nella stagione invernale sia in quella estiva.

Le importazioni rappresentano un elemento fondamentale nella nostra struttura energetica, in termini di sicurezza delle forniture e di quantità.

Attualmente importiamo dall'estero circa il 16% del nostro fabbisogno energetico, una quota decisamente superiore alla media delle importazioni europee. Nel 2002 abbiamo importato dall'estero 51,5 miliardi di kWh di energia, con un incremento del 5,3% rispetto al 2001.

I paesi da cui l'Italia acquista elettricità sono Francia, Svizzera, Austria, Slovenia e Grecia.

Gli import elettrici, necessari a coprire il divario fra domanda e produzione energetica nazionale, sono stabiliti sulla base di accordi presi direttamente tra l'Italia e il paese fornitore, secondo un codice ben definito, in modo da evitare problemi di approvvigionamento.
L'importazione avviene prevalentemente con transiti dalla frontiera di Nord-Ovest, che convergono nella zona Nord dell'Italia e muovono pi verso il Centro e il Sud.
Centro e Sud sono meta anche del flusso proveniente dalla Sicilia e dalla Grecia.

La regolazione delle importazioni

Le modalità e le condizioni che regolano l'importazione da parte dei diversi operatori sono stabilite dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG)
È poi il Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN) ad assegnare ai singoli operatori che ne hanno fatto richiesta la quota di energia di importazione di loro competenza.

In base alle attuali norme, un operatore che abbia richiesto e ottenuto di importare una quota di energia, deve utilizzarne almeno l'80% (ad esempio vendendola ai propri clienti), pena la revoca dell'assegnazione.
Per garantire la concorrenza e la trasparenza della distribuzione delle importazioni, nessun operatore può disporre di più del 10% della quantità di energia totale che può transitare da ciascuna frontiera.
La gestione delle importazioni, ovviamente, deve tenere conto dei limiti "fisici" della Rete di Trasmissione, ovvero della capacità massima di trasporto in sicurezza dell'elettricità importata da ciascuna frontiera.
  • Ragione Sociale GNS

  • Sede Legale:

    Corso d'Italia, 11
    00198 - Roma
  • Call Center

  • Dal Lunedì al Venerdì
    Orari: 9:00-13:30
    14:30-18:00

  • Numero Verde
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